Visualizzazione post con etichetta Film. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Film. Mostra tutti i post

venerdì 2 maggio 2008

CINEMA RUSSO

Sembra che qualcuno abbia apprezzato il nostro "uomo che urinava tra le fronde (20-80)", commentando il video su you tube e dicendo che abbiamo preso in giro il cinema russo con grande garbo, e noi a proposito di cinema russo non potevamo non mostrare una parte di questo immenso capolavoro del cinema italiano.
Qualche tempo fa mi trovavo in un cinema di Verona dove presentavano una magnifica versione restaurata della Corazzata Potëmkin di Sergej M. Ejzenštejn, il relatore della serata ad un certo punto pone una domanda ad un esperto di cinema e gli chiede: "Che cos'è per te la Corazzata Potëmkin?"
beh! in quel momento a me e forse a qualcun altro della sala è balenata la seguente risposta...........

mercoledì 2 aprile 2008

MIMI' METALLURGICO FERITO NELL'ONORE

Fantastico film diretto da Lina Wertmuller sull'onore, l'amore e l'Italia operaia degli anni settanta

L'operaio siciliano Carmelo Mardocheo (Giancarlo Giannini) perde il posto di lavoro perché rifiuta di dare il voto ad un mafioso. È costretto ad emigrare a Torino lasciando a casa la giovanissima moglie Rosalia. A Torino si innamora della giovane sottoproletaria Fiore (Mariangela Melato) che gli dà un figlio.

Tornato a Catania scopre che la moglie (Agostina Belli) è rimasta incinta per opera di un brigadiere con cinque figli. Non potendolo sparare perché l'esperienza nel nord lo ha reso metallurgico e civilizzato, decide di vendicarsi mettendo incinta la moglie (Elena Fiore) dell'altro. Ottemperato l'impegno, mentre comunica la notizia al brigadiere davanti a mezzo paese, un killer della mafia uccide il brigadiere e gli mette la pistola in mano. Scontata la pena in carcere, il giorno dell'uscita trova ad aspettarlo una vera folla di otto bambini, la moglie fedifraga, l'amante torinese e la vedova del brigadiere. Per poterli mantenere è costretto a fare da galoppino elettorale ad un boss della mafia. Ma Fiore, che tutto aveva sopportato, ne ha abbastanza e lo abbandona.